Domino.Doc, RequestTracker e GFI EndPoint Security

Settimana intensa.

Il problema su Domino.Doc per cui il cliente aveva aperto una chiamata con IBM l'ho risolto andando a guardare la riga di codice segnalata nel database log del servizio Domino.Doc. Vi era una chiamata ad una classe che restituiva il numero di NAB presenti sul server. Siccome il cliente usa molteplici rubriche pubbliche (fa parte di un gruppo di aziende) la gestione dei nomi è fatta tramite la configurazione della funzione di Directory Assistance. Ho replicato le directory dal server principale al server Domino.Doc e anche se questa cosa non era necessaria (secondo la documetazione IBM) in realtà ha risolto il problema. Evvai.

Il giorno dopo mi sono migrato un'installazione di Request Tracker (un ottimo tool di trouble ticketing/helpdesk) da un'ambiente Fedora con apache1, mysql 3 e mod-perl a una distro Debian etch con Apache2, mysql5 e fast-cgi.

Qualche intoppo sull configurazione di exim4, ma poi tutto ha funzionato alla perfezione: compreso il restore di un db mysql di circa 1,5Gb effettuato in 6 minuti.

Venerdì, per finire assieme all'IT manager di un importante gruppo industriale jesino, abbiamo rilasciato su tutti i server e i pc dell'azienda (comprese le sedi remote) il tool GFI End Point Security che consente di controllare l'utilizzo delle porte USB, dei dispositivi di storage removibili, dei masterizzatori, delle connessioni WiFi e Bluetooth e simili. Un'ottima soluzione semplice e poco costosa per elevare la sicurezza interna dei dati, impedendo che con una chiavetta di pochi cm mi porto via impunemente 4Gb di progetti cad.

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