Le Pmi non hanno bisogno di sicurezza. Lo dice il governo

L'intento come al solito è nobile: far risparmiare la piccola impresa.  Così nessuno potrà dire che il governo Prodi ci massacra di tasse, anzi …

Ma che bravi… E l'innovazione, e il fatto che parliamo di oltre il 90% delle ns imprese, e il fatto che queste imprese tipicamente sono connesse ad altre e quindi la lora "insicurezza" metterebbe a repentaglio anche le altre connesse?

Sicurezza significa tutela del proprio patrimonio di conoscenza e spero che i nostri imprenditori capiscano l'incompetenza e l'ignoranza di qualcuno che gli suggerisce di risparmiare evitando di mettere porte e finestre nei propri uffici.

Tratto da Linea EDP PMI del 19 luglio 2007 (autore Luigi Ferro)
 
{mosimage}Le Pmi non hanno bisogno di sicurezza. Lo dice il governo
Il mondo informatico in subbuglio per un pericoloso progetto di legge approvato dalla Camera dei deputati

Privacy e sicurezza non riguardano le piccole imprese. Almeno per la Camera dei deputati. Nella seduta 164 del 5/6/2007, la Camera ha infatti votato a larghissima maggioranza (334 sì, su 342 votanti), un progetto di legge che prevede l'esonero per le imprese fino a 15 addetti dall'osservanza delle misure minime di sicurezza per il trattamento dei dati previsti negli art. 33-35 della legge 196/03.
Un provvedimento – sottolinea un comunicato del Clusit, l'Associazione italiana per la sicurezza informatica –, in forte controtendenza rispetto a quanto sta accadendo in tutto il resto del mondo . I governi nazionali e gli enti sovranazionali come Ocse e Commissione Europea richiamano continuamente a un maggiore impegno nella protezione delle infrastrutture informatiche, sulle quali si basano le economie di tutti i paesi avanzati, in special modo le piccole e medie imprese, oggi le più esposte ai rischi di intrusione e di attacco informatico”.

In effetti il progetto di legge rappresenta un grave passo indietro. Già le imprese italiane, le piccole in particolare, hanno molta strada da fare per quanto riguarda la sicurezza in più non si capisce perché le piccole debbano essere esentate da obblighi di sicurezza che servono anche a garantire la loro attività.
Se da una parte si sostiene che l'innovazione è fondamentale per la piccola impresa dall'altra non si comprende come questa innovazione possa fare a meno di una robusta iniezione di sicurezza informatica.

Secondo Gigi Tagliapietra, Presidente del Clusit: "Esentare le Piccole e Medie Imprese dal rispetto di norme di sicurezza espone tutti a gravissimi rischi di attacco: sono infatti le Pmi, che costituiscono la stragrande maggioranza delle aziende italiane, l'obiettivo principale delle nuove forme di criminalità in rete e la vulnerabilità di un elemento della rete è la vulnerabilità di tutti". Sappiamo che le Pmi hanno difficoltà a proteggersi e temono gli adempimenti burocratici" prosegue Tagliapietra, "ma sarebbe come decidere di non vaccinare i bambini contro le malattie infettive per evitare loro la puntura dell'iniezione" .

Per questo il Clusit chiede che il progetto di legge sia sospeso, e riconoscendo le possibili difficoltà che alcune Pmi possono incontrare in una corretta applicazione delle legge 196/03, propone che il provvedimento sia sostituito con una serie di iniziative mirate a facilitare e supportare le aziende in questo compito.
Queste iniziative possono andare dal supporto all'istituzione di consorzi di aziende ed esperti del settore che operativamente aiutino le aziende, al il sostegno economico delle spese sostenute dalle Pmi per assolvere ai suddetti adempimenti.
Qualsiasi cosa, in definitiva, è meglio di questo progetto di legge.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *