La prova di economia

Consegnata on line lo scorso 29 maggio la prova di economia .

Qui sotto le istruzioni e il testo della prova.

MIP- Politecnico di Milano
Executive MBA ICT-FIN – Marzo 2008
Area Economia – Prof. Lucia Tajoli

Prova di gruppo (da due a quattro persone) da riconsegnare per posta elettronica a lucia.tajoli@polimi.it ea dania.perego@mip.polimi.it entro il giorno 29 maggio 2008.

Istruzioni
Leggete l’articolo allegato e rispondete alle domande che seguono.
La lunghezza totale massima dello scritto contenente la discussione e le risposte deve essere di quattro pagine dattiloscritte (circa 2000 parole).
Dal momento che l’economia non è una scienza esatta, la qualità delle risposte dipende soprattutto dalla bontà delle argomentazioni utilizzate e dal tipo di ragionamento. A queste domande non ci sono risposte esatte o sbagliate, ma piuttosto chiare o meno, esaurienti o meno.
Potete utilizzare tutto il materiale aggiuntivo (dati, informazioni, altri articoli) che vi sembra utile, rispettando i limiti di lunghezza assegnati.
Se avete domande di chiarimento durante il vostro lavoro, potete mandare un messaggio a lucia.tajoli@polimi.it oppure utilizzare il forum del corso.

Da La Repubblica, supplemento Affari e Finanza, 17 marzo 2008
La banda larga in America è troppo stretta
DI STEFANO CARLI

Il Web 2.0 sta facendo crescere la Rete, gli utenti, l’interattività, il social networking, la pubblicità online. Ma sta anche facendo emergere i limiti dell’attuale infrastruttura delle autostrade dell’informazione. Non è un caso che proprio il 2007, anno che ha visto il boom dei siti di social networking (sia come successo di utenti che come quotazioni sul mercato) abbia segnato la ripresa in dosi massicce degli investimenti in sistemi di reti in fibra ottica in giro per il mondo. Una ripresa che ci è registrata ovunque. Nei paesi emergenti, dall’Asia all’America Latina, dall’Est Europa alla stessa Africa, dove ha segnalato ai mercati che i surplus commerciali degli ultimi anni hanno cominciato a produrre sviluppo anche sul fronte domestico. Ma anche nei mercati maturi, dall’Europa al Nord America, dove il portafoglio ordini dei costruttori di reti, da Alcatel a NokiaSiemens Networks, da Ericsson ai cinesi di Zte, si stanno gonfiando. E l’attenzione sulla effettiva capacità delle reti telefoniche ha fatto emergere anche un altro elemento finora poco conosciuto: la sostanziale arretratezza del mercato statunitense. Sembra infatti incredibile che il paese di che ha inventato Internet, il paese che per primo ha indicato la nuova frontiera delle «autostrade dell’informazione», il paese di Microsoft e Google, abbia oggi la velocità media delle connessioni Internet tra le più basse del pianeta. La cosa è così stupefacente che conviene riportare con ordine i numeri. Che sono stati pubblicati recentemente da Point Topic, un centro studio britannico tra i più accreditati in materia di mercato della banda larga. Secondo Point Topic la banda effettiva media offerta nella tecnologia Dsl sui mercati residenziali delle grandi macroaree è molto differenziata. Elencare tutti i numeri è noioso ma stavolta è utile. Gli utenti più fortunati sono quelli della regione Asia Pacifico (Australia, Giappone e Corea ) che possono contare su una banda media al settembre 2007 di quasi 15 megabit al secondo. Oltretutto con una crescita rispetto al giugno 2007 del 38%. Subito dopo arriva la vecchia Europa occidentale, con 5,5 mega e una crescita settembre su giugno del 6,2%. C’è però da scommettere che dal settembre scorso ad oggi l’Europa sarà già stata sorpassata dall’Asia Sud e Est (che in questa classificazione comprende la Cina) che a settembre era arrivata a 3,5 mega e con un tasso di crescita nel trimestre del 132%.

E ora si arriva alla parte bassa della classifica: Nord America con 2,9 mega e una velocità di crescita di appena lo 0,17%; l’Europa dell’Est, con 2,4 mega e in crescita del 6,5%; l’America Latina, con 1,6 mega ma in crescita del 29% e l’AfricaMedio Oriente con 1,4 mega e addirittura una decrescita dello 0,7%. Sono certamente dati che hanno bisogno di qualche chiave interpretativa. Per esempio, dietro il 130% di crescita della Cina c’è il fatto che lì molte reti nascono ex novo già al meglio della tecnologia offerta e che sono in un periodo di forti investimenti anche in vista delle Olimpiadi di Pechino 2008. Che lo stesso record dell’AsiaPacifico, con i suoi quasi 15 mega, è in gran parte effetto di un nuovo servizio di accesso Dsl a 100 mega introdotto dalla Ntt in Giappone. E che, infine, il basso dato nordamericano sconta sia una media tra la Silicon Valley e le grandi pianure centrali, ma anche la presenza del Messico. Ma correttivi a parte, il quadro è sostanzialmente questo: con l’America del Nord più vicina all’Europa dell’Est che a quella dell’Ovest. Un quadro che trova conferma in un secondo e più recente report pubblicato nei giorni da un altro centro studi, stavolta statunitense: InStat. Secondo cui la velocità media delle linee Dsl a stelle e strisce è ancora più bassa: non 2,9 ma 2,1 mega; le connessioni a banda larga sulle reti delle tv via cavo viaggiano invece a 4,9 mega e la fibra ottica, nella versione che arriva fin dentro le case, viaggia in media a 8,8 mega. Non moltissimo, se si pensa che in Italia Tiscali offre 8 mega con l’Adsl e Fastweb, con la fibra, arriva minimo al doppio. Nei giorni scorsi Verizon ha lanciato una nuova offerta Dsl con una connessione a 7 mega. E nelle settimane precedenti At&t aveva annunciato un piano di investimenti da un miliardo di dollari per le reti di nuova generazione. In generale, gli analisti prevedono che negli Stati Uniti le connessioni in fibra ottica andranno a raddoppiarsi un anno dopo l’altro. Ad alimentare queste prospettive di crescita, il Web 2.0, appunto, con la maggior richiesta di banda da parte degli utenti, ma anche lo sviluppo della Iptv, la televisione via Internet, che ha bisogno di infrastrutture più che affidabili se vuole raggiungere una qualità di immagini e suoni competitiva con quella del satellite. E’ anche questo un mercato che sta decollando: anche se soprattutto in Europa, dove c’è il mercato francese, con i suoi quasi 2 milioni di utenti, a fare scuola, che in America. Dove finora l’Iptv è stato un fenomeno limitato a qualche piccolo operatore locale per le zone rurali dove non arrivava nemmeno la tv via cavo. Da metà 2007, invece, Verizon e At&t hanno deciso di mettersi su questa strada. Anche perché, muovendosi per tempo, potrebbero trovarsi ad ereditare gli utenti delle attuali tv via cavo. Anche per queste ultime, infatti, lo sviluppo tecnologico naturale sarebbe l’Iptv. Ma potrebbero trovare difficoltà a realizzarla sulle loro attuali infrastrutture di cavi coassiali e dovrebbero a loro volta muoversi verso la fibra ottica. Ma le due telecom hanno ben altri mezzi e risorse e potrebbero anticipare le loro mosse.

Discussione
1) In che modo processi innovativi e l’introduzione di nuove tecnologie possono migliorare la produttività e il PIL dei paesi interessati da questi fenomeni? (nel parlarne definite con precisione sia produttività che PIL). E’ questo il caso anche per lo specifico tipo di innovazioni di cui si parla nell’articolo?
2) La dimensione del mercato e della domanda interna hanno un ruolo importante nel determinare le scelte delle imprese descritte nell’articolo. Illustrate il ruolo della domanda nell’introdurre alcuni tipi di innovazione in generale, e nel caso qui presentato. Come si giustifica il livello relativamente più arretrato delle connessioni in USA discusso nell’articolo?
3) La politica monetaria fortemente espansiva adottata negli ultimi mesi dalla Federal Reserve americana che effetti potrebbe avere sulle decisioni di investimento descritte nell’articolo?
4) Se l’espansione nelle strutture di telecomunicazione si verificherà effettivamente, quali settori ne potrebbero beneficiare maggiormente in termini di aumento della produttività ed eventualmente della profittabilità? (Basta l’esempio ben argomentato di un settore a scelta, anche quello in cui operate, se è il caso).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *