Ho appena guardato con piacere e interesse questa presentazione di Max Ardigò per IBM 2.0 Selling Machines e anche se è vecchia di 7 mesi ve la ripropongo.
Stanno arrivando i nostri figli: siamo pronti?
Questa è la slide for me more interesting:
Ho appena guardato con piacere e interesse questa presentazione di Max Ardigò per IBM 2.0 Selling Machines e anche se è vecchia di 7 mesi ve la ripropongo.
Stanno arrivando i nostri figli: siamo pronti?
Questa è la slide for me more interesting:
Ricorderete i vecchi proiettori di diapositive: inserivi le diapo nel caricatore (se era un proiettore professionale) e poi con una pulsantiera collegata con un filo al proiettore potevi fare avanzare le diapositive avanti e indietro. Questo accadeva subito dopo i fratelli Lumiere…
Poi è arrivato PowerPoint & company che ci hanno consentito negli anni di includere di tutto nelle nostre diapo, ma il concetto del caricatore e di avanti e indietro (anche di saltare a dire il vero) è rimasto lo stesso.
Bhe Prezi ha rotto gli schemi e la presentazione diventa un grande lenzuolo colorato su cui piazzare i vostri contenuti multimediali, poi stabilite il percorso che una telecamera virtuale farà sopra il vostro lenzuolo e voilà.. Gli effetti e l’impatto emotivo sono davvero notevoli forse solo perché si tratta di uno schema non convenzionale.
Provare per credere… sulla rete esistono anche alcune guide in italiano, ma il sw è davvero easy to use: ovviamente è una web application da nuvola.
Questo è il link ad una presentazione dal taglio commerciale sul software IBM Lotus che dovrò tenere martedì prossimo a Perugia. Sotto la stessa, embedded.
Negli Usa, di solito in anticipo sul nostrano ICT, Android è al 36% di market share con Apple a circa il 25% ma con crescita più lenta.
Girando per aziende sento i boss che chiedono applicazioni iPad (catalogo e raccolta ordini) per i loro agenti e venditori.
Tra una cosa e l’altra parliamo di progettini che, così a braccio, per 15 venditori siamo tra 15k e 40k€ a parte i device (che 15 fanno altri 10k).
Secondo Gartner Android sarà il leader con i 2/3 del mercato, e quando i tablet con Android 4 saranno diffusissimi le nostre belle applicazioni iPad che fine fanno?
Dovessi scegliere svilupperei su Android o meglio con qualche costo in più andrei sul multi-os con robe tipo Titanium Appcellerator.
Rileggiamoci tra 1 anno, anzi 6 mesi.

Immagine: Comscore
Legge sulla privacy, obbligo di conservare i log di accesso, tanti hot-spot sulla rete basati su CoovaAP. Come catturo e conservo i log di accesso che ogni hot-spot genera? Semplice: mando tutto ad un server remoto via web.
Scenario: Ho tanti hot-spot che sono dei Linksys WRT54GL. Sopra c’è installato CoovaAP Firmware (version 1.0 beta.12 – based on WHITE RUSSIAN (0.9+)). Il server web (che magari fa anche da server RADIUS e usa daloradius per la gestione) è una macchina linux con Apache2 e un pò di spazio libero su disco (i log li metto lì).
Nel router wifi il servizio ulogd (se installato e opportunamente configurato) raccoglie il traffico generato dagli utenti wifi e lo scrive nel file ulogd.syslogemu nella directory /tmp/log (o /var/log visto che la directory /var è un link simbolico a /tmp).
Il servizio che viene avviato al boot sendulogfile, invoca l’eseguibile sh /jffs/usr/bin/sendlog.sh
Tale file controlla periodicamente il file ulogd.syslogemu e se lo trova maggiore di 100K oppure maggiore di 1 bytes e più vecchio di pochi minuti, allora prende tale file e lo invia tramite curl usando il metodo POST al web server e poi resetta il file.
Lo script PHP che gira sul server web remoto, legge le 2 variabili POST HS_ID (identificativo dell’hot-spot) e HS_Event (contiene il file di log inviato dall’hot-spot).
Lo script PHP aggiunge il contenuto di HS_EVent in un file compresso nominato $DATE_$HS_ID_Traffic.gz, quindi per ogni hot-spot esiste un file al giorno.
Da un test fatto per 5 giorni con 3 HS che simulavano un accesso WEB ad un sito ogni secondo e una PING sempre ogni secondo è stato generato un insieme di file con dimensione compressa pari a 3MB equivalenti a 40MB non compressi.
Per un recente progetto per la realizzazione di una soluzione di email marketing mi sono trovato nelle condizioni di dover configurare un server virtuale che il cliente mi aveva messo a disposizione nella piattaforma Ospit@ Virtuale di Telecom Italia.
Si trattava di una macchina virtuale con 2 processori, 4GB di RAM, 250GB di spazio disco e sistema operativo RHEL 5.4
AL primo avvio della macchina ci si trova di fronte ad un file system con 2 dischi “fisici”.
Il primo di circa 10GB è associato ad un volume group che conteneva i logical volume seguenti:
/dev/vg00/rootlv / /dev/vg00/tmplv /tmp /dev/vg00/varlv /var /dev/vg00/optlv /opt /dev/vg00/usrlv /usr /dev/vg00/homelv /home
L’altro disco di circa 230GB è organizzato con un vg e un lv montato sotto /data_mount_1
Dando un’occhiato al dimensionamento si vede subito che l’allocazione degli spazi va rivista: per esempio /var ha solo 1GB
Infatti aggiornando i pacchetti di sistema con il comando yum update si ha un errore per mancanza di spazio.
Mi sono quindi dovuto preoccupare di riallocare lo spazio a disposizione usando le funzionalità del LVM (Logical Volume Manager).
Nel sistema fornito ha trovato 2 physical disks.
Usate il comando:
Il disco /dev/sdb corrispondeva ad un volume group vg-data-1 con un unico logical volume lv-data-1 di 230GB
Ecco dove trovare lo spazio che mi occorreva per allargare /, /var, /tmp, /opt e /home
Il logical volume /dev/vg-data-1/lv-data-1 era montato sotto /data_mount_1
Per prima cosa ho smontato il logical volume
umount /data_mount_1
Poi ho rimosso il logical volume
lvremove /dev/vg-data-1/lv-data-1
(il comando chiede conferma)
A questo punto ho rimosso il volume group
Prima lo ho disattivato
vgchange -a n vg-data-1
poi lo ho rimosso
vgremove vg-data-1
A questo punto ho aggiunto il disco fisico /dev/sdb all’altro volume group vg00 (quello che conteneva i vari logical volume)
vgextend vg00 /dev/sdb
Ora ho potuto procedere con l’allargamento dei vari logical volume
Ad esempio ho aggiunto 100GB al logical volume /dev/vg00/varlv montato sotto /var (inizialmente di solo 1GB)
lvextend -L+100G /dev/vg00/varlv
Poi è necessario aumentare la dimensione del file system eseguendo
resize2fs /dev/vg00/varlv
Il comando resize2fs nella versione “Red Hat Enterprise Linux Server release 5.4 (Tikanga)” installata su ospita può essere eseguito a file system montato.
NOTA
Per estendere il file system su di una RHEL 4.x - usare il tool ext2online (e2fsprogs package)
Per estendere il file system su di una RHEL 5.x - usare il tool resize2fs (e2fsprogs package)
Riferimenti:
http://tldp.org/HOWTO/LVM-HOWTO/
http://www.e-toolbox.it/info-it/lvm-linux-volume-manager/1/
Qualcuno di testking.com ha realizzato questa “esauriente” immagine che esprime la potenza di WordPress.
The Power of WordPress by Tech King
Secondo me questa mostra è da non perdere. Specie per quelli che dall’ultima volta che hanno sentito la parola “teorema” e hanno risolto un’equazione di primo grado, sono trascorsi più di vent’anni. Ma anche per quelli che per varie ragioni con la matematica hanno a che fare tutti i giorni.
La matematica, che la maggior parte di noi concepisce come un insieme di regole e di teoremi imparati faticosamente a memoria e rapidamente dimenticati, nasconde un fascino e una bellezza che difficilmente risaltano dai programmi scolastici.
Forse è il fascino tipico del “insondabile mistero”…
«Chi non ammette l’insondabile mistero non può essere neanche uno scienziato.»
Albert Einstein
Oltre alla mostra (curata dall’associazione Euresis) suggerisco questo incontro:
Da uno a Infinito. Al cuore della matematica
Meeting Rimini 2010
Mercoledì 24 Agosto – h. 11.15 Sala A2
DA UNO A INFINITO. IL CUORE DELLA MATEMATICA
Partecipano:
Raffaella Manara, Insegnante di Matematica e Curatrice della mostra
Edward Nelson, Docente di Matematica al Department of Mathematics, Princeton University.
Introduce:
Marco Bramanti, Docente di Analisi Matematica all’Università Politecnico di Milano e Curatore della mostra.
Ascolta qui un’intervista a Raffaella Manara (tra i principali curatori della mostra) rilasciata il 14 luglio 2010.
Nel frattempo, in attesa della mostra fate una visita su YouTube: troverete un bellissimo documentario in cui viene ripercorsa la straordinaria storia della matematica a partire dall’epoca egizia fino ai nostri giorni. Per i limiti di YouTube (10 minuti, anche se recentemente sono stati alzati a 15) il filmato della durata complessiva di 4 ore, è una playlist di 24 filmati.
Recentemente Fastnet, in collaborazione con Tecnomatic, ha vinto una gara pubblica con cui l’amministrazione di Jesi, una cittadina marchigiana di 40000 abitanti, voleva offrire un accesso wifi gratuito nel centro storico della città e nella biblioteca pubblica.
La soluzione è già operativa dal 3 giugno.
Le modalità di accesso per l’utente sono assai semplici:
Il servizio, completamente gratuito, consentirà una connessione della durata massima di 2 ore, con la possibilità di scaricare contenuti per circa 50 MB.
Tra le specifiche della gara si richiedeva quindi di consentire, nel rispetto della legge Pisanu, il rilascio delle credenziali di accesso alla rete tramite l’utilizzo di un sms inviato dal cellulare dell’utente che intendeva accedere alla rete stessa.
Nella gara si chiedeva anche l’accesso ad una serie di report sul numero di nuovi utenti, utenti attivi, utenti on line e relativo traffico svilupato.
Dopo qualche ora spesa su Google a studiare la situazione ho fatto la seguente lista della spesa:
Una specifica della gara richiedeva che se l’utente si connetteva dalle vie del centro storico avesse dei limiti di tempo e di traffico diversi che se si fosse connesso dalla biblioteca.
Per far sì che, a seconda del nas a cui l’utente accede, la sessione wifi abbia caratteristiche diverse è stata utilizzata la funzionalità degli huntgroups presente in freeradius. Si veda questo link .
Tale funzionalità non è però gestita nell’interfaccia standard di daloradius per cui si è reso necessario un intervento sia a livello di database che a livello di applicazione web.
Tali modifiche le ho passate a Liran Tal autore di DaloRADIUS che le ha inserite nella versione standard.
Con Liran, che lavora e vive in Israele, è iniziata una collaborazione a distanza per lo sviluppo di daloradius: per il momento sto collaborando con lui alla revisione del sistema di Billing presente su daloradius.
E’ stato definito nel dictionary del freeradius un nuovo attributo Max-Daily-Traffic che tramite l’opportuna query definita in counter.conf consente di impostare il massimo limite di traffico giornaliero per un utente/gruppo.
sqlcounter dailytraffic {
counter-name = Daily-Traffic
check-name = Max-Daily-Traffic
reply-name = Mikrotik-Xmit-Limit
sqlmod-inst = sql
key = User-Name
reset = daily
counter-type = data
query = "SELECT (sum(AcctInputOctets)+sum(AcctOutputOctets)) FROM radacct
\WHERE UserName='%{%k}' AND \
UNIX_TIMESTAMP(acctstarttime) + acctsessiontime > '%b'"}
Poiché il modulo rlm_sqlcounter prevede solo la gestione di contatori legati al tempo, se si attiva la gestione di counter legati al traffico, in concomitanza di una scadenza temporale, il counter legato ai dati restituisce valori non veritieri. Questa patch permette di distinguere il tipo di counter per cui nel file counter.sql va aggiunta la riga seguente per i counter che lavorano sul tempo.
Per chi fosse interessato può contattarmi a filippo.delprete[_-at-_]gmail.com
Da qualche giorno ho messo on-line con WordPress il blog di Fastnet .
Stiamo ora ragionando su come organizzare il post dei contenuti e sulla grafica.
Per ora è attivo un plugin che consente di mantenere alcuni post accessibili solo a particolari gruppi di utenti.
Da notare che il blog di Fastnet sta all’indirizzo http://wiki.fastnet.it
Presto ci sarà un’alias più coerente con la tipolgia di contenuti.
E’ attivo anche un plugin che rende fruibile i contenuti su dispositivi “mobile”.
Comunque WordPress è strepitoso!