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INIT Script per il client Tivoli Storage Manager su piattaforma SUSE PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 1
Scritto da Filippo Del Prete   
martedì 04 settembre 2007

Applicazione:

Il client Tivoli Storage Manager non viene fornito di uno script di INIT per la piattaforma SUSE Linux Enterprise: se ne hai bisogno puoi usare quello che segue.

Spiegazione:

Questo script di INIT consente di far partire il daemon relativo al client acceptor di Tivoli Storage Manager su piattforma SUSE Linux Enterprise.

Script:

Copia il testo qui sotto in un file nominato preferibilmente dsm.

#!/bin/sh
### BEGIN INIT INFO
# Provides: dsm
# Required-Start: $network $syslog $remote_fs
# Required-Stop: $network $syslog $remote_fs
# Default-Start: 3 5
# Default-Stop: 0 1 2 6
# Description: Tivoli Storage Manager client acceptor daemon
### END INIT INFO

# Check for existence of Binaries
DSMC_BIN=/opt/tivoli/tsm/client/ba/bin/dsmc
DSMCAD_BIN=/opt/tivoli/tsm/client/ba/bin/dsmcad

test -x $DSMC_BIN || { echo "$DSMC_BIN not installed";
if [ "$1" = "stop" ]; then exit 0;
else exit 5; fi; }

test -x $DSMCAD_BIN || { echo "$DSMCAD_BIN not installed";
if [ "$1" = "stop" ]; then exit 0;
else exit 5; fi; }

prog1="dsmcad"
prog2="dsmc"

export DSM_DIR=/opt/tivoli/tsm/client/ba/bin
export DSM_CONFIG=/opt/tivoli/tsm/client/ba/bin/dsm.opt

DSMCAD_PIDFILE=/var/run/dsmcad.pid
DSMC_PIDFILE=/var/run/dsmc.pid

. /etc/rc.status

# First reset status of this service
rc_reset

case "$1" in
start)
echo -n $"Starting $prog2: "
startproc -f -p $DSMC_PIDFILE $DSMC_BIN sched >/dev/null 2>/dev/null
rc_status -v
echo -n $"Starting $prog1: "
startproc -f -p $DSMCAD_PIDFILE $DSMCAD_BIN >/dev/null 2>/dev/null
rc_status -v
;;
stop)
echo -n $"Stopping $prog2: "
killproc -p $DSMC_PIDFILE -TERM $DSMC_BIN
rc_status -v
echo -n $"Stopping $prog1: "
killproc -p $DSMCAD_PIDFILE -TERM $DSMCAD_BIN
rc_status -v
;;
restart)
$0 stop
$0 start
rc_status
;;
status)
echo -n "Checking for DSMC"
checkproc $DSMC_BIN
rc_status -v
echo -n "Checking for DSMCAD"
checkproc $DSMCAD_BIN
rc_status -v
;;
*)
echo "Usage: $0 {start|stop|restart|status}"
exit 1
;;
esac
rc_exit

Salva il file in /etc/init.d/ assegnandogli i permessi chmod 755. Poi esegui chkconfig dsm cosicché il comando venga inserito negli opportuni runlevels. Inoltre se vuoi testarlo e lasciarlo partire automaticamente esegui chkconfig dsm on, e controlla le corrispondenti directory /etc/init.d/rcx.d per verificare che il lnk simbolico sia stato creato.

 

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Notes 8: negli usa il 14 agosto ... tra breve in Italia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Filippo Del Prete   
martedì 28 agosto 2007

 

Qui la demo e qui sotto, direttamente dal blog di Alan Lepofsky, gli screen shoot della nuova release.

 

 
Lettore RSS integrato
 
Vista Day-at-a-glance nella Sidebar
 
IBM Lotus Notes 8
 
IBM Lotus Notes 8
 
Personal Address Book
 
Posta Lotus Notes 8 con anteprima verticale
 
Lotus Notes 8 Mail threads
 
Posta Lotus Notes 8 in finestre separate
 
Vista settimanale in Lotus Notes 8 Calendar
 
Pianificatore meeting in Lotus Notes 8
 
Contatti in Lotus Notes 8
 
Contatti in Lotus Notes 8
 
Storico Collaborazione in Lotus Notes 8
 
Lotus Documento

Nel frattempo sto installando la versione inglese sulla mia macchina in ufficio...

 

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Un modello per l'analisi della Value Proposition PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
Scritto da Filippo Del Prete   
lunedì 30 luglio 2007

  

La scorsa settimana con il mio gruppo di lavoro di Marketing abbiamo consegnato il nostro elaborato sul caso che ci era stato proposto: TiVo.

Per rispondere alla prima domanda che riguardava la value proposition dell'azienda, ho trovato molto utile e interessante l'approccio di Alex Osterwalder che propone un template con cui analizzare l'intero ciclo di vita di una value proposition.

 

Template per l'analisi del ciclo di vita della value proposition

 

DESCRIZIONE DEL MODELLO DI RIFERIMENTO

Il modello forza un'azienda a pensare alla relativa value proposition attraverso le varie fasi del ciclo di vita della stessa value proposition (la value proposition è considerata pietra angolare di un business model). Il modello aiuta un'azienda ad identificare e descrivere dove genera il valore per il cliente, a partire dal momento in cui un cliente potenziale valuta una value proposition fino al momento in cui il cliente dismetta o di utilizzare la value proposition. Un'azienda può generare il valore in ciascuna delle 8 fasi:

  1. Processo di valutazione: Un'azienda può generare valore per il cliente rendendo il processo di valutazione il più semplice possibile. In questa fase del ciclo di vita un cliente proverà a capire se la value proposition dell'azienda soddisfa i relativi bisogni. Esempio: Le aziende del software permettono spesso ai loro clienti liberamente e facilmente di valutare i propri prodotti. Esempio: Le aziende del settore sci organizzano dei campi speciali per permettere che i loro clienti migliori verifichino tutto il loro materiale più nuovo.
  2. Co-Creazione di valore: con i vari progressi tecnologici l'integrazione e la partecipazione del cliente nel processo della creazione di valore è sempre più possibile.
  3. Processo di acquisto: i clienti valutano molto positivamente un processo di acquisto efficiente, semplice e conveniente. Esempio: “One click shopping„ di Amazon rende l’acquisto sul relativo Web site un processo molto rapido ed efficiente.
  4. Messa a punto/installazione: In alcuni casi la messa a punto o l'installazione è necessaria. La semplificazione di questo processo è molto apprezzata dal cliente.
  5. Uso & funzionamento: In molti casi la maggior parte del valore in una value proposition  viene dall'uso o dal funzionamento di un prodotto o di un servizio. Tuttavia, per differenziarsi le aziende provano a generare il valore andando al di là del semplice prodotto o servizio. Esempio: Per i clienti il valore principale della value proposition di Salesforce.com viene dall'uso della relativa soluzione della forza di vendite in modalità ASP. Tuttavia, Salesforce sta generando con attenzione il valore supplementare offrendo l'aggiornamento continuo “dietro le quinte„ e fornendo l'accesso facilitato ai prodotti complementari di terze parti.
  6. Prodotti complementari/servizi: Il valore è anche generato se una value proposition amplifica il valore dei prodotti complementari e dei servizi o è in se una piattaforma per prodotti/servizi complementari.
  7. Manutenzione & After-Sales: Il valore è spesso generato durante la manutenzione e la fase after-sales. Ciò può essere ottenuto offrendo un servizio di alta qualità o offrendo una value proposition che minimizza l'esigenza di manutenzione & after-sales. Esempio: L'attrattiva value proposition di Salesforce.com  essenzialmente viene dal fatto che il modello del software in modalità asp minimizza il bisogno di manutenzione del software dal cliente.
  8. Trasferimento di valore & dismissione: In molti casi una volta che un cliente non avrà più bisogno di un prodotto o di un servizio deve terminare il servizio o disfarrsi del prodotto. Esempio: conclusione dell'abbonamento di una rivista. Esempio: disfarsi delle batterie

Nel modello c’è un asse verticale supplementare di cosiddette “categorie di value proposition„ per stimolare la riflessione sulla creazione di valore fra le 8 fasi. Queste cinque categorie sono:

  • Rendimento & ritorni: il valore è generato aumentando il rendimento del cliente, i suoi ritorni e l’utilità.
  • Semplicità: il valore è generato rendendo ogni fase del ciclo di vita della value proposition la più semplice possibile. Per esempio, una software house può rendere la parametrizzazione del relativo software la più semplice possibile.
  • Convenienza: il valore è generato rendendo la vita del cliente la più facile possibile. Per esempio, un supermercato on-line genera il valore trasportando le merci quando il cliente vuole.
  • Rischio: il valore è generato minimizzando i vari rischi del cliente. Per esempio, un cliente rischia di scegliere un prodotto/servizio che non soddisfa i suoi bisogni, o può subire un danno fisico usando il prodotto (per esempio falciatrice da giardino) o può rischiare di scegliere un prodotto al momento errato (per esempio comprando un plasma TV subito prima di un forte calo dei prezzi).
  • Immagine: il valore è generato dall'immagine che un prodotto/servizio dà al relativo acquirente (per esempio iPod)

Il modello della value proposition ha essenzialmente tre funzioni. In primo luogo, stimola un processo di idee strutturato sulla value proposition dell'azienda. Per quanto riguarda questo processo ideativo è molto importante che le riflessioni sulla value proposition non vengano da una sola persona, ma sia un processo di gruppo per ottenere condivisione e compartecipazione. Secondariamente, una volta che il modello è compilato può essere usato per progettare ed introdurre un insieme degli indicatori chiave di prestazioni (KPI) per misurare le prestazioni della value proposition. Inoltre sia il modello che i KPIs dovrebbero essere rivisitati regolarmente dal management che introdurrà i miglioramenti continui nel disegno della value proposition. In terzo luogo, il modello della value proposition e i KPIs corrispondenti sono un ottimo strumento per comunicare la value proposition dell'azienda a tutti gli impiegati.

Il modello Word può essere scaricato da questo link .

Il lavoro originale dell'autore è visibile qui

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Il ruolo strategico dell'ICT nelle PMI PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
Scritto da Filippo Del Prete   
lunedì 23 luglio 2007

Recentemente setiamo dire che le PMI hanno in mano un'ulteriore leva strategica: quella dell'Information and Communication Technology.

Bello, ma come funziona una leva?

Prima di entrare nel merito della leva ICT mi piacerebbe soffermarmi sulla leva che, ritornando ai tempi del liceo, molti di noi hanno conosciuto affrontando gli studi della fisica.

 

Già Archimede diceva: "Datemi un punto di appoggio e vi solleverò il mondo."

E allora troviamo il punto di appoggio giusto.

Ma prima un pò di ripasso (da wikipedia).

Condizione di equilibrio 

La condizione di equilibrio nella leva è la consueta condizione di equilibrio alla rotazione: la somma dei momenti delle forze ad essa applicate deve essere uguale a zero; poiché nella leva l'asse di rotazione è fisso e sono applicate solo due forze, è sufficiente uguagliare i moduli dei momenti:

 ,

dove:

  •  , è la forza applicata all'estremità del braccio b1 (che farebbe ruotare la leva in un dato verso);
  •  è la forza applicata all'estremità del braccio b2 (che farebbe invece ruotare la leva nel verso opposto).

Segue  , ovvero il braccio e la forza su di esso applicata sono inversamente proporzionali.

Vantaggio meccanico

Dalla condizione di equilibrio segue che imprimendo all'estremità del braccio lungo della leva un movimento con una determinata forza, l'estremità del suo braccio corto si muoverà con una forza moltiplicata di un fattore b1/b2, anche se percorrerà un cammino ridotto dello stesso fattore, e viceversa se l'azione viene invece compiuta sul braccio corto. Il rapporto tra le dimensioni dei bracci determina quindi il rapporto tra forza resistiva e forza da applicare.

Classificazione delle leve

In base al rapporto tra forza resistiva e forza applicata (o potenza) le leve si distinguono in:

  • vantaggiose: se la forza applicata richiesta è minore della forza resistiva, ovvero se il braccio-resistenza è più corto del braccio-potenza (bp / br > 1);
  • svantaggiose: se la forza applicata richiesta è maggiore della forza resistiva, ovvero se il braccio-resistenza è più lungo del braccio-potenza (bp / br < 1);
  • indifferenti: se la forza applicata richiesta è uguale alla forza resistiva, ovvero se il braccio-resistenza è uguale al braccio-potenza (bp / br = 1);

In base alla posizione reciproca del fulcro e delle forze le leve si distinguono in:

  • leve di primo genere: il fulcro si trova tra le due forze; possono essere vantaggiose, svantaggiose o indifferenti;
  • leve di secondo genere: la forza resistiva si trova tra fulcro e forza applicata (o potenza); sono sempre vantaggiose;
  • leve di terzo genere: la forza applicata (potenza) si trova tra fulcro e forza resistiva; sono sempre svantaggiose.

 

Torniamo alla leva strategica dell'ICT e assumiamo (per esemplificare meglio) che sia una leva di primo genere.
La connotazione positiva che si dà alla frase "ICT come leva startegica per l'impresa" ci fa ritenere che debba trattarsi di una leva vantaggiosa. Ma nell'impresa chi è il braccio-resistenza e chi manovra il braccio-potenza?
 
Fine della prima puntata. 

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IBM Lotus Quickr 8.0 PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
Scritto da Filippo Del Prete   
venerdì 20 luglio 2007

Le aziende sempre di più hanno sedi sparse per il mondo, partners internazionali, fanno fusioni e acquisizioni. I team sono fluidi: cambiano da progetto a progetto, superano i confini tradizionali dell'azienda.

“WPP…looked at all its employees… as a vast pool of individual specialists who could be assembled horizontally into collaborative teams, depending on the unique demands of any given project.  And that team would then become a de facto new company…”
Thomas L. Friedman, The World is Flat   
 
      
Management models of the future will need to contend…with how to orchestrate a complex and changing network of individuals within and outside the boundaries that previously defined “the enterprise”…

Global Innovation Outlook 2.0
March 2006

Ibm presenta Lotus Quickr l'evoluzione di Lotus Quick Place: il tool ideale per la crezione di virtual workplaces. Integrato con le applicazioni desktop più diffuse (Offfice, Notes Outlook, Explorer) offre out of the box strumenti allineati ai più moderni requsiti del social computing: wiki, blog, tools per il project management, ecc.

Già disponibile la versione inglese, a settembre la versione multilingua.

Doppia chance per l'infrastruttura di supporto: IBM Lotus Domino o WebSphere.

Qui la pagina ufficiale. 

Lo schema di un'architettura basata su Lotus Quickr

 

 

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Owl, dotProject su Ubuntu server in un guest su cluster VMware PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
Scritto da Filippo Del Prete   
giovedì 05 luglio 2007

Configurata la connessione VPN tramite Cisco VPN Client mi sono collegato dalla mia postazione alla rete locale di una nota azienda del settore mobili del pesarese. Obiettivo era la configurazione di due prodotti OpenSource: Owl (gestione documenti) e dotProject (gestione progetti).

Per ospitare le applicazioni è stato previsto il deployment di un guest Linux sul cluster VMware già in essere pressso la server farm del cliente (ambiente VMware installato e configurato da M. Bertarelli di Fastnet su una manciata di lame di un blade server Ibm connesso ad una SAN Ibm ).

 

  
  

Qui di seguito alcuni dettagli sulla procedura di installazione.

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Leggi tutto... [Owl, dotProject su Ubuntu server in un guest su cluster VMware] [Owl, dotProject su Ubuntu server in un guest su cluster VMware]
 
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