Curriculum (omonimo)

Filippo Del Prete nacque da Salvatore e da Petronilla Stranieri il 23 gennaio 1688 e fu battezzato il giorno seguente nella nostra Collegiata da D. Giovambattista Erario. Furono padrini il Sign. Bonifacio Saetta e la Signora Gaetana Dragonetti. Suoi germani furono il Maestro domenicano P. Oronzo Fortunato, il P. Domenicano, pure domenicano, Marino, Chiara e Rosa.

Nel Librone Magno delle Famiglie di Manduria così si legge di lui:

<< Fu dottore dell’una e dell’altra Legge e gran professore di Teologia. Fu per 14 anni Vicario Generale di Venafro cioè fino al 1731 circa; quindi anche Vicario Generale di Bari al tempo di Mons. Althanu; appresso Vicario Apostolico d’Orvieto e propriamente nel 1738.  Dal cardinale Pompeo Ardrovandi, Delegato Apostolico per le pubbliche strade, fu destinato suo Luogotenente e Giudice con ampie facoltà per lo riattamento di quelle di Orvieto e luoghi vicini. Da Vicario di Velletri, ove per tale fu destinato nel 1741, fu anche dal Cardinale Ruffo deputato per giudice di seconda istanza del Principato di Ostia e di Velletri e dal Capitolo di S. Pietro in Giudice Civile e Criminale e dal Capitolo di S. Giovanni in Laterano in Giudice sopra i rispettivi loro feudi e tenute site nella detta Diocesi. Esercitò anche l’avvocatura in Roma in quei tempi che, vacuo dai suddetti impieghi vi si trattenne. Si hanno di lui alcune allegazioni, sebbene poche, perché forse non di tutte tenne conto per conservarle. Finalmente fu ordinato Vescovo di Conversano dal Papa benedetto XIV e fu consacrato il 26 aprile 1774 ed in seguito ebbe il possesso di quella Chiesa, ove morì il 22 dicembre 1751 soffocato sa podagra. Sul suo sepolcro vi fu apposto un onoratissimo elogio. Nel tempo che il nostro Del Prete fu Vicario Generale in Bari, cioè nel maggio 1734 accadde il cambiamento del dominio del Regno dalle mani di Carlo VI imperatore in quelle di Carlo di Borbone. Allora fuggendo da Napoli il Viceré Visconti contrasse amicizia col Vicario Del Prete, a cui molto promise nel caso la fortuna della guerra lo favorisse. Imbarcandosi per Trieste un prete del Capo (così viene denominato il Circondario di Gallipoli) che dimorava col Vicario e questi lasciato il Viceré là e ritornato con imprudenza, portò in Bari i saluti del Viceré e li diede in pubblico, mentre era già Bari in potere degli Spagnoli; onde benché prima questa imprudenza non cagionasse male, pure dopo fu cagione che venisse dal tribunale di Trani un incompenzato per prendere processo. Ma D. Giacinto Quettrovecchia regolato l’incompenzato tutto finì.>>

Il Vescovo Del Prete fu seppellito nella cappella della Beata Vergine del Fonte nella Cattedrale di Conversano e sul suo sepolcro fu posta la seguente iscrizione:

D. O. M.
U. I. D. PHILIPPO DE PRESBYTERIS
MANDURINO
CUPERSANI EPISCOPO
SUMMA PIETATE VIRO
CANONICAE DISCIPLINAE PROPUGNATORI
IURIUM EPISCOPALIUM INTERRITO VINDICI
A BENEDICTO XIV INFULIS EPISCOPALIBUS ORNATO
IN DEUM RELIGIONE
IN PAUPERES CHARITATE
IN OMNES IUSTITIA EXIMIO
PATRUO DILECTISSIMO
SALVATOR ET JOHANNES DE PRESBYTERIS
NEPOTES
PERENTE HOC SUI ANIMUM MONUMENTUM PP.
VIXIT ANNOS LXIII M. X D. XXIV
PRAESULATUS ANN. VII M. VII D. XXVII
OBIIT XXII DEC. MDCCLI

Poche altre notizie aggiunge il Bolognini riguardanti il nostro Del Prete nella sua Storia di Conversano. Ci dice che egli fu un dottissimo canonista e che riaccese la causa, già aperta dai suoi predecessori, contro il monastero delle benedettine di Conversano per rivendicare la giurisdizione spirituale di Castellana, tenuta da quella Badessa. Ma questa lite non fu definita prima della sua morte ed anzi proprio il difensore del Monastero D. Michele Tarsia gli successe nel Vescovato.

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