La mia esperienza con il master EMBA ICT del Politecnico di Milano

Con una certa frequenza mi capita di rispondere ad alcune email in cui mi si chiedono consigli da parte di chi vuole intraprendere il percorso relativo al EMBA ICT del Politecnico di Milano.

Riporto di seguito uno scambio di email recente sperando possa essere di aiuto ad altri aspiranti allievi.

Ciao filippo, scusa se ti disturbo in pvt ma sono arrivato a te tramite una ricerca su google sul Mip e sui corsi MBA… Corso che vorrei fare anche io e che potrei iniziare a giugno (EMBA). Cosa mi dici a riguardo?Ho già passato il colloquio motivazionale e dopo Pasqua vado per lo scritto. A me interessa sapere in particolare il carico di lavoro extra-lezione e lo svolgersi degli esami, in gruppo.Spero tu possa illuminarmi il cammino, che la cosa mi attira tanto ma altrettanto mi spaventa!

Grazie e scusa il disturbo!!!

Ciao, xyz

La mia risposta:

Ciao xyz,
la mia esperienza con il master EMBA ICT è stata assolutamente positiva: per la qualità dei docenti, del materiale didattico, per le aule (tu starai ancora meglio nella sede nuova che io ancora non ho visto), per le persone che ho conosciuto (sia colleghi studenti che personaggi di riferimento del mondo ICT).Metti in conto 2 anni intensi (non solo di studio, ma anche di emozioni: ripenso stesso all’esperienza di outdoor) con parecchi weekend dedicati (almeno parzialmente) allo studio e allo svolgimento dei lavori di gruppo.Io vivo ad Ancona per cui mi sono fatto anche numerose trasferte AN-MI: in quel caso il treno (anche se spesso ho usato l’auto) mi ha concesso ulteriore tempo per lo studio.

Per i lavori di gruppo Skype sarà il tuo strumento e quando necessario potrai sfruttare anche la piattaforma di elearning che il MIP ti mette a disposizione.

Se riesci a seguire con attenzione le lezioni (specie quelle del sabato dopo pranzo) ne gioverai in termini di minor tempo da dedicare allo studio. Male che va la scadenza dell’esame ti obbligherà a intensificare lo studio.

In definitiva credo che la tua tua posizione “la cosa mi attira tanto ma altrettanto mi spaventa!” sia quella giusta.

Ma non spaventarti (troppo): io ce l’ho fatta anche con una moglie, due figli, tre cani e … ah, giusto, anche il lavoro… 🙂

A risentirci.

Necessità di ulteriori info da parte del mio interlocutore:

Ciao Filippo, innanzi tutto grazie per celerissima risposta! Anche io ho moglie e 2 figli, e lavoro… Pero’ sono vicino al Politecnico, abito e lavoro (e studierei) nel giro di 20 km…Il master mi piace come idea, anche se temo che in Italia non sia sufficientemente valorizzato dalle aziende, ma questo non è il mio obiettivo primario, in quanto lo voglio fare “per me”!Il costo, comunque, non ė indifferente… Quindi spero in ogni caso ci sia un ritorno!

Non mi preoccupa più di tanto lo studio, quanto riuscire a trovare il tempo di farlo! Non sei il primo che mi parla di Skype all’interno del mondo MBA, ho seguito alcuni incontri e seminari ed è venuto fuori più volte… Ma è davvero efficace? Una specie di videoconference o solo testo?

I lavori a casa (e gli esami) sono difficili? E se nel gruppo qualcuno fa il “furbo” e se ne approfitta?

grazie ancora per il tempo dedicatomi ed i preziosi consigli!!!

A presto, xyz

La mia risposta:

Ciao xyz,sono perfettamente d’accordo che in Italia il master sia poco valorizzato dalle aziende, ma in ogni caso il MIP, come tutte le migliori business school ha una serie di statistiche che evidenziano chiaramente come la stragrande maggioranza dei suoi allievi abbia migliorato/accelerato la propria carriera, specie se chi  come te, (è una mia considerazione) decide in primo luogo di volerlo fare “per sé”. (ho risposto anche alla “speranza di un ritorno”).

Nel momento in cui ti scrivo su Skype sono collegate oltre 20 milioni di persone: oltre al one-to-one puoi fare audio conference che per i lavori di gruppo è l’ideale (la parte video è superflua). E mentre parli puoi chattare, scambiare link e documenti. Se anche non lo conosci vedrai che nei vari gruppi di lavoro ci sarà l'”esperto” che ti insegnerà ad usarlo al meglio.

I lavori a casa e gli esami consistono o in lavori da presentare in gruppo (la maggior parte) o in prove singole da sostenere a distanza entro un certo periodo di tempo. La consegna della prova in questo caso è via email e fa fede la data e l’ora di ricezione della email stessa che solitamente va indirizzata alla persona del MIP che sarà il tuo supporto fondamentale per tutti gli aspetti “logistici” del master.

Nei vari gruppi con cui sosterrai i vari progetti/esami potrai incontrare che fa il “furbo”. Imparerai presto a conoscere chi sono e io personalmente ho sempre cercato di evitarli (forse sbagliando). La volta che non potrai farne a meno, con il gruppo cercherai e troverai il modo di minimizzare il loro contributo negativo o meglio ancora di riuscire a coinvolgere di più queste persone scoprendo che in realtà non erano così come avevi creduto inizialmente. Anche questo, secondo me, fa parte dell’esperienza master MIP e rappresenta un bell’esempio di team-working/collaboration. Immagino che anche in azienda ti sarà capitato di fare squadra con persone poco motivate (per usare un eufemismo), per cui … tutto fa brodo.

In bocca al lupo.

16 Marzo 2009 – Convegno ECONOMIA E FINANZA MONDIALE: QUALE FUTURO DOPO I “SEI MESI TERRIBILI”?

ECONOMIA E FINANZA MONDIALE: QUALE FUTURO DOPO I SEI MESI “TERRIBILI”?

Lunedì 16 Marzo 2009, dalle ore 17.15
presso l’Aula S.O1 del Politecnico di Milano
piazza Leonardo da Vinci 32, Milano

Umberto Bertelè, Marco Giorgino, Sergio Mariotti, Giangiacomo Nardozzi,
Giuliano Noci, Stefano Preda, Fabio Sdogati e Gianluca Spina.

Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e MIP.

Dopo una incubazione di più di un anno, è con il 15 settembre 2008 – giorno che ha visto succedersi il fallimento di Lehman , il salvataggio di AIG da parte del governo statunitense e quello di Merrill Lynch da parte di Bank of America – che parte il semestre terribile . Il semestre che ha visto precipitare in una crisi sempre più profonda il sistema finanziario e l’economia reale di tutti i paesi del mondo, che ha obbligato gli stati a mettere in moto la più grande distribuzione di risorse pubbliche della storia e che rischia di sancire il ritorno dal libero mercato al controllo della politica sulla finanza e sull’economia.

L’interrogativo più immediato che ci si pone, in questo clima di fortissima incertezza, riguarda i tempi e i modi per uscire dalla crisi. Ma retrostante c’è un altro interrogativo cui è molto difficile rispondere, su cui però sono chiamate implicitamente a scommettere – in questa fase di ristrutturazione e riconfigurazione – imprese e istituzioni: come sarà il mondo futuro? riprenderemo le stesse abitudini o nasceranno nuovi modelli di vita e di consumo? come si (ri)articolerà il governo della finanza e dell’economia mondiale?

Otto docenti del Politecnico e del MIP, a 5 mesi dal primo seminario sulla crisi, fanno il punto sulla situazione e propongono alcune loro riflessioni sul futuro.

Ingresso gratuito, previa registrazione obbligatoria. Se non hai ancora effettuato la registrazione clicca qui .

Per informazioni www.mip.polimi.it .

Il Mip su Financial Times

Lunedì 5 gennaio, il Financial Times ha dedicato al MIP, la Business School del Politecnico di Milano, in cui sto ultimando il mio master, un ampio articolo che trovate in questo link .

Riporto di seguito le parole di Gianluca Spina (il grande capo del MIP ):

“… E’ stata un’opportunità formidabile  che ci ha dato una visibilità a livello mondiale. Ricordo che FT è l’unico quotidiano realmente globale, stampato e letto nei cinque continenti.
Si tratta di un riconoscimento importante per il lavoro che abbiamo svolto in questi anni e per la qualità dei risultati ottenuti (ovvero la qualità dei nostri diplomati). Questo ci stimola a incrementare l’impegno che noi con Voi mettiamo nella crescita continua della  Scuola anche a livello internazionale. “

Sono lieto di questo importante riconoscimento che conferma ulteriormente la scelta che ho fatto, ormai due anni fa, di frequentare un master in questa prestigiosa scuola.

A proposito: ho quasi finito (un mesetto ancora per il project work e poi sono masterizzato).

Per chi lavora nel mondo ICT, per chi vuol vedere al di là della tastiera, del mouse e dello schermo, per chi del business vuole essere protagonista e non “supporto a”, date un’occhiata qui http://www.mip.polimi.it/go/Home/Italiano/MBA–EXECUTIVE-MBA/Exec-MBA-ICT

Non erano finiti…

Lunedì sera dalle 19 alle 21.00 ho affrontato l’ultima prova di esame del master in ICT relativa al modulo di ICT & eBusiness: la prova di specializzazione.

Queste le domande:

  1. Definire le tipologie di applicazioni Mobile e la relazione con il consumatore finale ed indicarne le caratteristiche principali.
  2. Si illustri come il legame energia/complessità impatti sulle tecnologie dell’ “internet delle cose”.
  3. Facendo riferimento allo schema seguente che rappresenta il modello di astrazione di una SOA:

    si descrivano le principali componenti e il principio di funzionamento.
  4. Le architetture orientate ai servizi permettono l’integrazione di Sistemi Informativi fra aziende. Si indichino, in quest’ambito, dei possibili livelli crescenti di astrazione cui può essere realizzata l’integrazione (per ogni livello si riporti una descrizione sintetica)
  5. Quali sono i bisogni più importanti degli individui e delle imprese che porteranno allo sviluppo di iniziative Enterprise 2.0? Quale sarà l’impatto di queste iniziative sul Sistema Informativo Aziendale e la sua gestione?
  6. Quali sono le principali problematiche che emergono nella governance delle relazioni tra ICT e line of business? Quali leve possono essere utilizzate per superare tale criticità?
  7. Quali sono le principali barriere all’adozione della fatturazione elettronica in Italia? Alla luce delle barriere identificate quali sono a vostro avviso i settori e le tipologie di imprese che saranno più recettive nei prossimi due o tre anni?
  8. Dopo aver fornito una breve descrizione degli standard internazionali più diffusi per il mondo IT se ne descrivano i possibili impieghi in azienda
  9. Standard internazionali e ICT Sourcing: come ITIL e COBIT possono aiutare la governace delle relazioni di acquisto di beni e servizi informatici?

Ora mi chiedo: se uno prende una qualsiasi di queste domande e sceglie a caso un’azienda e ponesse tale domanda al responsabile dei sistemi informativi di questa azienda, qual è la probabilità che l’interlocutore capisca almeno il senso della domanda? E’ molto più probabile che il nostro amico partecipi e vinca 500.000 Euro al gioco dei pacchi.

Non sto facendo il saccente (io stesso mi sono trovato in difficoltà in più di una domanda, pur avendo seguito l’intero corso), ma vorrei solo evidenziare l’enorme divario che esiste tra le tecnologie disponibili e utilizzabili oggi, rispetto alla capacità di capirle e sfruttarle da parte di gran parte del nostro sistema di aziende (e ahimé delle persone che lo costituiscono).

EMBA ICT: ci sono quasi

{mosimage} Con il weekend prossimo di ottobre si conluderanno le lezioni in aula al MIP di Milano.

Poi ancora un paio di esami e il project work…

Nel frattempo ci sono state numerose lezioni e relativi esami:

Gli esami sostenuti fino a questo punto sono 12…

Due anni tosti, ma molto tosti.

La prova di economia

Consegnata on line lo scorso 29 maggio la prova di economia .

Qui sotto le istruzioni e il testo della prova.

MIP- Politecnico di Milano
Executive MBA ICT-FIN – Marzo 2008
Area Economia – Prof. Lucia Tajoli

Prova di gruppo (da due a quattro persone) da riconsegnare per posta elettronica a lucia.tajoli@polimi.it ea dania.perego@mip.polimi.it entro il giorno 29 maggio 2008.

Istruzioni
Leggete l’articolo allegato e rispondete alle domande che seguono.
La lunghezza totale massima dello scritto contenente la discussione e le risposte deve essere di quattro pagine dattiloscritte (circa 2000 parole).
Dal momento che l’economia non è una scienza esatta, la qualità delle risposte dipende soprattutto dalla bontà delle argomentazioni utilizzate e dal tipo di ragionamento. A queste domande non ci sono risposte esatte o sbagliate, ma piuttosto chiare o meno, esaurienti o meno.
Potete utilizzare tutto il materiale aggiuntivo (dati, informazioni, altri articoli) che vi sembra utile, rispettando i limiti di lunghezza assegnati.
Se avete domande di chiarimento durante il vostro lavoro, potete mandare un messaggio a lucia.tajoli@polimi.it oppure utilizzare il forum del corso.

Da La Repubblica, supplemento Affari e Finanza, 17 marzo 2008
La banda larga in America è troppo stretta
DI STEFANO CARLI

Il Web 2.0 sta facendo crescere la Rete, gli utenti, l’interattività, il social networking, la pubblicità online. Ma sta anche facendo emergere i limiti dell’attuale infrastruttura delle autostrade dell’informazione. Non è un caso che proprio il 2007, anno che ha visto il boom dei siti di social networking (sia come successo di utenti che come quotazioni sul mercato) abbia segnato la ripresa in dosi massicce degli investimenti in sistemi di reti in fibra ottica in giro per il mondo. Una ripresa che ci è registrata ovunque. Nei paesi emergenti, dall’Asia all’America Latina, dall’Est Europa alla stessa Africa, dove ha segnalato ai mercati che i surplus commerciali degli ultimi anni hanno cominciato a produrre sviluppo anche sul fronte domestico. Ma anche nei mercati maturi, dall’Europa al Nord America, dove il portafoglio ordini dei costruttori di reti, da Alcatel a NokiaSiemens Networks, da Ericsson ai cinesi di Zte, si stanno gonfiando. E l’attenzione sulla effettiva capacità delle reti telefoniche ha fatto emergere anche un altro elemento finora poco conosciuto: la sostanziale arretratezza del mercato statunitense. Sembra infatti incredibile che il paese di che ha inventato Internet, il paese che per primo ha indicato la nuova frontiera delle «autostrade dell’informazione», il paese di Microsoft e Google, abbia oggi la velocità media delle connessioni Internet tra le più basse del pianeta. La cosa è così stupefacente che conviene riportare con ordine i numeri. Che sono stati pubblicati recentemente da Point Topic, un centro studio britannico tra i più accreditati in materia di mercato della banda larga. Secondo Point Topic la banda effettiva media offerta nella tecnologia Dsl sui mercati residenziali delle grandi macroaree è molto differenziata. Elencare tutti i numeri è noioso ma stavolta è utile. Gli utenti più fortunati sono quelli della regione Asia Pacifico (Australia, Giappone e Corea ) che possono contare su una banda media al settembre 2007 di quasi 15 megabit al secondo. Oltretutto con una crescita rispetto al giugno 2007 del 38%. Subito dopo arriva la vecchia Europa occidentale, con 5,5 mega e una crescita settembre su giugno del 6,2%. C’è però da scommettere che dal settembre scorso ad oggi l’Europa sarà già stata sorpassata dall’Asia Sud e Est (che in questa classificazione comprende la Cina) che a settembre era arrivata a 3,5 mega e con un tasso di crescita nel trimestre del 132%.

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Gestione innovazione e nuovi progetti II

Prova individuale per il corso di “Gestione innovazione e nuovi progetti II” con focus sullo Sviluppo Nuovo Prodotto.

La prova prevede alcune domande, da rispondere in un’ora e mezzo di tempo, sul caso “Siemens AG: Global Development Strategy” della Harvard Business School redatto da Thomke e Nimgade.

Qui sotto un breve abstract del caso (27 pagine).

The global R&D activities of Siemens AG were managed by its Information and Communications Networks Division (ICN), headquartered at Munich. About 17 Regional Development Centres (RDCs) were established across the globe to conduct half of its research activities to facilitate rapid responses to local needs, and for customised projects. The case is about project management and managing cross-cultural teams at its Bangalore RDC, set up in 1994, which had become one of the largest outside Germany. NetManager, a large software project led by Bangalore developers had resulted in serious technical problems and hence delayed delivery. Horst Eberl, a sub-divisional co-head of the Information and Communications Networks Division had to consider three options: (1) to relocate the project to Austria, Belgium or Portugal; (2) to move major project responsibilities to Munich, while leaving all development activities in Bangalore; or (3) not to relocate at all. Instructors will find the case useful for teaching development and R&D strategies, and management of complex research activities with globally dispersed teams.

La prova è prevista per il 29 aprile alle ore 19.00

Il corso articolato in 5 moduli (ho trovato molto interesante il modulo dedicato allo sviluppo di un nuovo servizio) è stato tenuto da Tommaso Buganza ed Emilio Bellini.

Qui i dettagli del corso.

Aggiornamento del 29-04-2008:

nella convinzione che il 29 aprile fosse domani sono arrivato a casa trafelato ed esattamente alle 19.00 !

Qui il testo della prova che ho consegnato alle 20.29

Ah dimenticavo: ecco le domande a cui bisognava rispondere.

Marketing II – Il caso Oki-ni

Oki-ni vuole entrare nel mercato italiano.

Tra tre anni vuole fatturare 10Mln di euro e avere 10.000 clienti in Italia.

Riuscirà mai nell’intento?

Ai posteri l’ardua sentenza…

Come..? Tocca a noi fare i posteri..?!!

Con un poco di zucchero la pillola va giù – pillola rossa o pillola blu? – Marketing Reloaded – Marketing 2.0

Tra pochi minuti caricherò sulla piattaforma di e-learning che il MIP ha messo a disposizione il lavoro che ho svolto con un gruppo ben nutrito:

  • Collura Massimo
  • Del Prete Filippo Maria
  • Donzelli Roberto
  • Filipozzi Alberto
  • Gaschi Andrea
  • Piva Alessandro
  • Tasco Fernando

A tutti i miei amici markettari con cui incrocio le dita in attesa di conoscere il risultato del nostro lavoro, va il mio sentito grazie.

Qui il testo e il nostro svolgimento della prova.